Pistoia è una città di circa novantamila abitanti, capoluogo della provincia omonima, posta sulla linea che collega Firenze a Lucca lungo il fondovalle dell’Ombrone pistoiese. Per molti viaggiatori italiani e stranieri rimane una scoperta tardiva, schiacciata dalla notorietà delle vicine Firenze, Lucca e Siena. Per chi visita la Valdinievole o il Montalbano, però, Pistoia è la città di riferimento, a venti minuti di auto da Lamporecchio e quindici da Montecatini Terme. Vale almeno una giornata di sosta, due se si vogliono includere i dintorni e la zona dei vivai.
Piazza del Duomo: cattedrale, battistero e palazzi
Il fulcro della città è piazza del Duomo, una delle piazze medievali meglio conservate della Toscana, con un impianto che racchiude in poche decine di metri quattro monumenti maggiori. La Cattedrale di San Zeno ha facciata romanica a tre fasce di logge sovrapposte, con un portico decorato da elementi in maiolica robbiana al centro. L’interno, di pianta basilicale a tre navate, custodisce uno degli oggetti più preziosi della cattedrale italiana: il dossale di San Jacopo, un altare argenteo cesellato fra il XIII e il XV secolo da diverse generazioni di orafi, tra cui un giovane Filippo Brunelleschi. Le fonti storiche riportano che proprio il lavoro sul dossale fu, secondo Vasari, uno dei momenti formativi della carriera di Brunelleschi.

Di fronte alla cattedrale si trova il Battistero di San Giovanni in Corte, esempio tardo-gotico in marmo bianco e verde di Prato, di forma ottagonale, attribuito ad Andrea Pisano. Accanto si ergono il Palazzo dei Vescovi, oggi sede di museo diocesano, e il Palazzo del Comune, che ospita il Museo Civico. Completa la quinta urbana il Palazzo Pretorio. L’insieme costituisce uno dei migliori esempi italiani di piazza medievale di scala intermedia, mai snaturata dagli interventi rinascimentali.
Ospedale del Ceppo e il fregio dei Della Robbia
A pochi passi dalla piazza, in via Pacini, si trova l’Ospedale del Ceppo, uno degli ospedali storici più antichi d’Italia, attivo dalla fine del Duecento. Quello che lo rende un riferimento nella storia dell’arte è il grande fregio in maiolica policroma che corre lungo il portico esterno, eseguito nel primo Cinquecento dalla bottega dei Della Robbia, in particolare da Giovanni e Santi Buglioni. Il fregio illustra le sette opere di misericordia corporale, ciascuna raccontata in un pannello narrativo con figure in tutto tondo e fondi azzurri.

L’ospedale è oggi parzialmente trasformato in spazio museale: una parte è visitabile come Accademia Medica e custodisce strumenti chirurgici, manoscritti e una sala anatomica settecentesca. Per chi visita Pistoia con interesse per la storia della medicina è una sosta da non perdere. Il fregio robbiano, comunque, è visibile anche dalla strada e merita una sosta a sé.
Marino Marini, il museo e il Novecento pistoiese
Pistoia ha dato i natali a Marino Marini (1901–1980), uno degli scultori italiani più importanti del Novecento. Il Museo Marino Marini è ospitato nel Palazzo del Tau, antica magione dei cavalieri di Sant’Antonio, e raccoglie sculture, disegni, dipinti e grafiche dell’artista, donati al comune dalla vedova Mercedes Pedrazzini. Il tema ricorrente delle opere è il cavaliere a cavallo, indagato da Marini in centinaia di varianti che, dal naturalismo iniziale, virano verso forme sempre più sintetiche e quasi astratte.
L’allestimento è organizzato in sequenza cronologica e permette di leggere l’evoluzione del linguaggio dell’artista. Per chi viene da Firenze o sta organizzando un weekend ampio in zona, Pistoia funziona quindi come tappa anche per il Novecento, e non solo per il medievale e il rinascimentale. Per qualche orientamento sulla zona consultate anche la nostra guida a Lamporecchio e al Montalbano, che illustra i borghi a venti minuti dalla città.
I vivai: l’economia silenziosa della provincia
La pianura attorno a Pistoia, da Quarrata a Pieve a Nievole, ospita uno dei più grandi distretti vivaistici d’Europa. La produzione si concentra su piante ornamentali in vaso e in zolla: ulivi, lecci, magnolie, cipressi, querce. Il distretto pistoiese rifornisce gran parte del nord Europa e ha un peso economico fondamentale per la provincia. Per chi guida in zona, l’esperienza visiva è singolare: chilometri di filari geometrici di piante ornamentali, intercalati da serre, mostre permanenti e capannoni di logistica.
Alcune aziende organizzano visite guidate ai vivai, soprattutto in primavera. Per chi è in zona per qualche giorno è una digressione interessante, perché permette di vedere un’agricoltura specializzata di alto livello che convive con una città d’arte.
Cucina pistoiese: cinghiale, brigidini e confetti
La cucina del territorio attinge alla doppia identità di città e di montagna: l’Appennino pistoiese a nord fornisce selvaggina, funghi, castagne; la collina del Montalbano fornisce olio e ortaggi. Tra i piatti più riconoscibili c’è il cinghiale in umido, spesso accompagnato dalla polenta nelle versioni montane o dalla pasta corta nelle versioni cittadine. Altrettanto tipici sono i necci, sottili crespelle di farina di castagne cotte tra due piastre di pietra, e i maccheroni dolci, piatto di mezzo tra il salato e il dolce, ricetta antica delle feste contadine.
Sul fronte dolciario, oltre ai brigidini di Lamporecchio, Pistoia è conosciuta per i confetti di Pistoia, palline di zucchero colorate dal nome impegnativo, e per la pinolata, dolce a base di pinoli e mandorle tipico delle festività natalizie. Pescia, capoluogo della Valdinievole, è invece nota per i suoi panini al miele e per i fragranti dolci da forno.
Come muoversi e quando andare
Pistoia è raggiungibile in treno da Firenze in circa quaranta minuti, da Lucca in trenta. Il centro storico è raccolto e si visita interamente a piedi, con il punto di partenza ideale in piazza del Duomo. La ZTL è abbastanza estesa, quindi chi arriva in auto deve parcheggiare nelle aree esterne (piazzale Europa, ex stadio Marcacci) e raggiungere il centro a piedi in dieci-quindici minuti.
Il periodo migliore è tra aprile e giugno, e tra settembre e ottobre. A luglio Pistoia ospita il “Pistoia Blues Festival”, evento storico che porta in piazza del Duomo nomi internazionali della scena blues e rock. Sotto le feste di San Jacopo, il 25 luglio, si svolge la Giostra dell’Orso, rievocazione storica in costume medievale con tornei a cavallo.
Chi vuole abbinare Pistoia a un soggiorno termale può combinarla facilmente con un pernottamento a Montecatini Terme. Sulle scelte di alloggio consigliamo la nostra pagina su dove dormire tra Pistoia, Lamporecchio e Montecatini Terme.
