Le ville signorili toscane sono un patrimonio architettonico di prima grandezza, segnato da una continuità di committenza che va dal Quattrocento al Settecento. Il filone più studiato è quello mediceo, riconosciuto dall’UNESCO nel 2013 con l’iscrizione del sito seriale “Ville e Giardini Medicei in Toscana”. Su questo sfondo, residenze come la Villa Rospigliosi di Lamporecchio rappresentano un’eccezione: arrivano tardi, fuori dalla committenza granducale, e portano in Toscana il linguaggio del barocco romano. Questa pagina ricostruisce il filo delle ville medicee e propone un confronto con le architetture barocche della stessa regione.
L’iscrizione UNESCO del 2013
Il 23 giugno 2013 il Comitato del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, riunito a Phnom Penh, iscrisse nella World Heritage List il sito “Ville e Giardini Medicei in Toscana”, composto da dodici ville e due giardini distribuiti tra le province di Firenze, Prato, Lucca e Pistoia. Il criterio principale era la rappresentatività dell’innovazione tipologica della villa rinascimentale e la sua dimensione di laboratorio per il rapporto fra architettura, paesaggio e produzione agricola. Le ville selezionate sono Trebbio, Cafaggiolo, Careggi, Fiesole, Poggio a Caiano, Castello, La Petraia, Villa Cerreto Guidi, Villa di Seravezza, Pratolino (oggi parco demidoff), Villa di Poggio Imperiale, Villa di Artimino e i due giardini di Boboli e Pratolino.
L’iscrizione riconosce alle ville medicee il ruolo di prototipo per la villa di campagna europea: la combinazione di funzioni residenziali, agricole, di rappresentanza e di otium intellettuale è una formula che dai Medici si diffuse poi in tutta Europa, da Versailles ai palazzi di campagna polacchi.
Villa Medicea di Cerreto Guidi
A circa undici km da Lamporecchio si trova la villa medicea di Cerreto Guidi, voluta da Cosimo I a partire dal 1564 e attribuita a Bernardo Buontalenti. Si tratta di una villa di caccia, costruita su un grande basamento a scarpa che ne sostiene il corpo squadrato. La caratteristica più riconoscibile sono le due rampe a pinza che salgono al piano nobile, dette “Ponti Medicei”, elemento scenografico di grande effetto. La villa è oggi sede del Museo Storico della Caccia e del Territorio.

Cerreto Guidi è una delle ville medicee più vicine alla Villa Rospigliosi e permette un confronto interessante: entrambe sono ville di campagna inserite in un paesaggio collinare, ma l’una nasce dal vocabolario rinascimentale tardo, fatto di simmetrie ferme e di volumi puri, mentre l’altra adotta il linguaggio del barocco romano, fatto di sorprese spaziali e di teatralità contenuta. Per la storia della villa berniniana rimandiamo alla pagina dedicata: la storia della Villa Rospigliosi.
La Petraia e Castello: il sistema fiorentino
A nord di Firenze, sulla collina che separa la città dalla piana, si trovano due ville medicee strettamente connesse: Castello e La Petraia. Villa di Castello fu acquistata dai Medici nel 1477 e divenne residenza preferita dei rami collaterali della famiglia. Il giardino fu progettato da Niccolò Tribolo a partire dal 1538 ed è uno dei primi esempi italiani di giardino “iconologico”, organizzato secondo un programma simbolico legato alle virtù mediceo. Conserva tuttora la Grotta degli Animali, ambiente fantastico decorato con sculture zoomorfe di Ammannati e Giambologna.

Villa La Petraia, poco distante, fu acquistata dai Medici nel 1530 e trasformata in residenza monumentale tra la fine del Cinquecento e il primo Seicento, con un grande cortile centrale poi coperto da una tettoia di ferro e vetro in epoca sabauda. È oggi una delle ville medicee meglio visitabili, con interni d’epoca, giardino formale e parco romantico. Entrambe le ville sono gestite oggi dal polo museale fiorentino e aperte al pubblico con biglietto gratuito.
Poggio a Caiano e l’invenzione della villa rinascimentale
La villa di Poggio a Caiano è la matrice tipologica di tutta la villa rinascimentale italiana. Fu commissionata da Lorenzo il Magnifico a Giuliano da Sangallo intorno al 1485 e nasce dall’idea di trasferire in ambito residenziale il vocabolario classico del tempio antico. L’innovazione decisiva è la presenza di un grande pronao colonnato a forma di tempio greco, che diventa elemento di accesso al piano nobile. Il salone centrale, decorato con un fregio in terracotta robbiana, fu poi affrescato a inizio Cinquecento da Andrea del Sarto, Pontormo, Franciabigio e Allori, con un programma iconografico che celebra la famiglia medicea attraverso parallelismi con la storia romana.

Poggio a Caiano è ancora oggi una villa monumentale visitabile, sede del Museo della Natura Morta. Per chi viaggia in zona è raggiungibile da Lamporecchio in circa quaranta minuti di auto, attraverso il fondovalle. La sua centralità nella storia della tipologia della villa è tale che non si può discutere di architettura toscana di villa senza partire da qui.
Pratolino, la villa scomparsa
Pratolino merita un cenno a parte. Commissionata da Francesco I de’ Medici a Bernardo Buontalenti nel 1568, fu una delle più ambiziose ville rinascimentali europee, famosa per il suo giardino meccanico con automi idraulici, grotte e fontane sceniche. Demolita nel 1822 per ordine di Ferdinando III, ne resta oggi soltanto il grande parco demidoff con la celebre statua dell’Appennino di Giambologna, alta dieci metri, scolpita direttamente nel pendio collinare. La perdita della villa di Pratolino è uno dei capitoli più tristi della storia del patrimonio toscano, ma il parco rimane meta di visita per chi viene da Firenze.
Medici rinascimentale, Rospigliosi barocco: due grammatiche a confronto
Tra la villa medicea di Cerreto Guidi (Buontalenti, 1564) e la Villa Rospigliosi di Lamporecchio (cerchia berniniana, anni Sessanta del Seicento) passa un secolo esatto e una rivoluzione di linguaggio. La villa rinascimentale di Buontalenti gioca su volumi puri, simmetrie statiche, materiali a vista, e tratta lo spazio interno come un sistema di stanze in fila. La villa barocca di matrice berniniana introduce invece l’ovale come elemento generatore, lavora per dilatazioni e contrazioni dello spazio, usa l’affresco illusionistico per modificare otticamente la percezione delle pareti e della volta. È il passaggio dal Rinascimento maturo al pieno Barocco, che a Firenze era stato filtrato dalle resistenze accademiche locali, e che a Lamporecchio arriva quasi diretto dall’ambiente romano.
Per inquadrare il fenomeno barocco nella sua dimensione locale rimandiamo anche alla nostra guida a Pistoia, dove il Battistero e alcune cappelle della cattedrale conservano elementi barocchi di interesse, e alla pagina sulla Valdinievole, che lega Lamporecchio al bacino termale di Montecatini.
Un itinerario fra le ville
Per chi voglia organizzare un itinerario “delle ville” della zona, consigliamo di partire da Cerreto Guidi (visitabile, biglietto gratuito), proseguire per Poggio a Caiano (visitabile, biglietto), arrivare a Firenze per Castello e La Petraia (entrambe visitabili). La Villa Rospigliosi non è visitabile internamente ma il punto panoramico di San Baronto consente di inquadrarne il volume sul crinale del Montalbano. Per orientarsi sui borghi del Montalbano consultate la nostra guida a Lamporecchio.
